Gnome Do è un software che permette di cercare nel vostro desktop applicazioni, file, link e quant’altro sia indicizzabile come testo. Con l’ultima versione è diventato disponibile un nuovo tema estetico che trasforma Gnome Do in una dock-bar.
Aggiungo al repertorio di dock da me analizzate anche Gnome Do, che oltre a dare un tocco estetico al desktop, aggiunge anche funzionalità. La componente principale del programma è comunque la funzionalità di accesso ai contenuti con la quale ci interfaccia in modo comodissimo al nostro desktop. Sicuramente chi ha un po’ di esperienza con qualsiasi sistema operativo e con la tastiera, a volte troverebbe più semplice ed immediato digitare il nome del programma anzichè scorrere un fittissimo menù delle applicazioni. Gnome Do ci aiuta proprio in questo senso: attraverso la shortcut Super+Spazio (super sta per il simboletto di Windows), si attiva un catturatore delle lettere che vengono digitate da questo momento in poi. A questo punto parte una ricerca in automatico, in primo luogo tra le applicazioni installate e poi anche verso tutti gli oggetti indicizzabili, i cui plugin dedicati sono attivi. Il numero di plugin attivabili è ingente ed è possibile intraprendere con questo metodo, via tastiera, praticamente ogni azione che noi eseguiamo solitamente muovendoci col mouse.
L’interfaccia che in modo predefinito si presenta ai nostri occhi è quella che esisteva gia dalle versioni precedenti, che attiva un campo di risultati nel centro del desktop in relazione al nostro input da tastiera: con Tab entriamo nel campo visualizzato a destra, mentre con le freccie su e giù possiamo scegliere i diversi risultati che ci propone Gnome Do. Probabilmente adatta al nostro desktop nel caso in cui ci piaccia mantenere la barra di Gnome anche sulla parte inferiore del desktop.
Una fra le diverse interfaccie settabili dal menu preferenze, è la Docky a cui facevo riferimento prima. A primo impatto è risultata davvero migliore rispetto ad Awn soprattutto sotto il punto di vista dell’usabilità e della parte dinamica che si attiva al passaggio del mouse. Alcuni difetti si evidenziamo invece dal punto di vista della gestione delle finestre, che diventa un po’ più laboriosa e meno funzionale. Adatta a noi se ci piace aggiungere un po’ di effetti piacevoli (ma magari per qualcuno inutili) al nostro desktop.
L’installazione dell’ultima versione si deve effettuare dal repository PPA del team di sviluppo, naturalmente inserendo la corretta riga in relazione della vostra attuale versione di Ubuntu, attraverso il tool grafico.
Una cosa importante da tenere presente è che per poter settare le preferenze grafiche dei temi, compresa la dock bar, bisogna avere Compiz e gli effetti 3D attivati. Per chi ha una scheda grafica Nvidia, è necessario l’utilizzo dei driver versione 180 in quanto la versione precedente installata di default (la 177) dal Gestore Driver Hardware di Ubuntu, provoca un problema che non consente l’utilizzo fluido dell’applicazione.
Per installare quindi i driver Nvidia, dopo aver abilitato i repository “updates” ufficiali con il solito tool grafico, digitate:
sudo apt-get install nvidia-glx-180
A questo punto è sufficiente riavviare il server grafico e verificare con il programma Nvidia Xserver Settings, dal menu Amministrazione sotto Sistema, la corretta versione del driver caricato.
